01. Scrittura e preparazione della bozza

  1. Scrivi il tuo libro. Il migliore – oltre che il più etico – programma di elaborazione testi in circolazione è LibreOffice. Qui puoi scaricarlo gratuitamente e trovare tutti gli approfondimenti del caso: it.libreoffice.org.
    Ma qualsiasi programma di scrittura digitale svolgerà bene il compito: scrivi (e salva spesso!) il tuo libro!
  2. Scrivi il libro per intero (se è opportuno, salva file diversi per ciascun capitolo), e lavora sul programma di scrittura fino a che non lo avrai completato. Non preoccuparti di nient’altro: di margini, dimensioni, distanze, ecc. ti occuperai al momento dell’impaginazione. Ricordati, comunque:
    – non mescolare gli stili e i caratteri;
    – sii coerente nell’uso di titoli, sottotitoli, grassetti, corsivi ecc.
    – non inserire i rientri di inizio paragrafo;
    – non sillabare, e specialmente non sillabare a mano;
    – non pensare del formato della pagina o ad abbellimenti di alcun genere, e non preoccuparti nemmeno di inserire i numeri di pagina per adesso;
    – (non hai fatto qualche “shift+invio” con l’intenzione di fare solo “invio”, vero?);
    – non realizzare ancora l’indice;
    – non inserire immagini o loghi nel documento: raccogli tutto in una cartella (numerare i file secondo l’ordine di inserimento aiuta) e lascia nel testo una pagina vuota [interruzione di pagina];
    – salvare sempre i progressi del tuo lavoro!
  3. Scegli il font per il tuo testo. Fai delle prove (e prova a stamparle: lo schermo del computer non rende come la carta stampata), confronta altre pubblicazioni, abbi chiaro l’obiettivo del tuo lavoro e decidi di conseguenza. Per i libri prevalentemente testuali, il criterio da seguire è sicuramente quello della leggibilità. Per questo, ad esempio, nei romanzi si usano caratteri con grazie, che aiutano l’occhio a seguire la linea di lettura.

    N.B. Il font è consigliabile sceglierlo in fase di impaginazione, quando avrai un’idea più chiara dell’aspetto complessivo che vuoi dare al tuo libro. In tal caso tieni presente che diversi set di caratteri hanno dimensioni e proporzioni differenti, per cui dovrai aggiustare conseguentemente il layout della pagina. Ma ci torneremo.

    N.B. Tieni presente che oltre ai font già disponibili nei programmi (che in molti casi sono comunque coperti da diritti) esistono diversi siti da cui si possono scaricare gratuitamente altri set di caratteri non coperti da copyright e liberi da restrizioni riguardo l’uso commerciale. Qui alcune raccolte:
    www.dafont.com
    www.myfonts.com
    www.fontsquirrel.com
    www.1001freefonts.com

  4. Una volta terminata la stesura, correggi la bozza facendo particolare attenzione agli errori di battitura, all’ortografia, e ovviamente alla grammatica. Puoi aiutarti con la correzione automatica del programma di scrittura, ma non affidartici ciecamente! Poi ricontrolla (e fai rileggere a terzi se puoi: l’occhio esterno vede cose che tu non vedi).
  5. Rileggi complessivamente l’opera considerando tutte le possibili modifiche utili a rendere il testo più efficace: struttura narrativa, equilibrio stilistico, coerenza interna, spessore dei personaggi ecc.; la fase di editing è forse la più importante e sicuramente la più difficile; richiede una buona dose di esperienza e consapevolezza, e anche così resta problematico editare un proprio testo. Mettici il tempo che ti serve; fatti aiutare con feedback e impressioni esterne; prendi una pausa abbastanza lunga prima di tornare sul testo per la millesima volta.
  6. Ripeti i punti 4 e 5 finché serve – a te o alla tua opera, secondo te. A seconda dell’obbiettivo che ti poni, puoi limare un verso all’infinito o lanciare la tua invettiva di getto.
  7. Esporta il file in .rtf: così dovresti mantenere la formattazione (es. grassetti e corsivi) per i prossimi passaggi, qualunque sia il programma di scrittura che utilizzi.

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